Data Concerto: 12 Febbraio 1977
Luogo: Hollywood. Florida
di: Ruth Koch
Giornale: Sun-Tattler
Pubblicato il: 14 febbraio 1977
ELVIS PRESLEY E' ANCORA IL RE
Alle 16:30 di Sabato i parcheggi principali dell'Hollywood Sportatorium erano pieni. La gente li aveva riempiti per il concerto delle 20:30 già da mezzogiorno. I furgoni erano allineati nei parcheggi e sembrava qualcosa di simile ad un picnic del 4 Luglio.
L'attesa era iniziata.
Man mano che l'ora si avvicinava, i souvenir venivano venduti tramite il sistema di altoparlanti, mentre circa 14.700 persone cercavano di trovare posto. Magliette, ritratti a colori, album fotografici e spille venivano distribuiti ad un ritmo febbrile.
Alle 20:30, l'ora stabilita, è stato annunciato che lo spettacolo avrebbe subito un po' di ritardo, finché tutti non avessero trovato posto. Un fischio collettivo si levò dal pubblico. Una ragazzina non più tanto giovane borbottò che l'attesa era estenuante.
Finalmente le luci si abbassarono e l'orchestra esplose in "2001: Odissea nello spazio". Le fece seguito un quartetto di cantanti country, seguito da un comico, seguito da un trio femminile di cantanti.
Poi venne annunciato che era l'intervallo. Scoppiò una protesta quasi violenta. Il pubblico, che aveva un'età compresa tra i cinque ed i 75 anni, con una predominanza di adolescenti, era allo stremo delle forze.
Le luci si abbassarono di nuovo e la gente iniziò ad alzarsi dai propri posti per dare un'occhiata alla star. Mentre lui si dirigeva verso il palco, le urla e le grida erano assordanti e lui venne quasi accecato dalla luce dei flash, onnipresenti.
Le foto non cessarono mai durante la sua ora e cinque minuti su quel palco. Era il 1956 ovunque, mentre le donne svenivano, urlavano e si scatenavano in totale isteria.
Lunga vita al "Re".
E il re, per chi ne avesse dubitato prima, è Elvis Presley.
Dopo il concerto di Sabato non potevano esserci più dubbi. Quando iniziò il suo primo pezzo, "C.C. Ryder" (N.d.R.: Errore del giornalista. Il titolo corretto è "C.C. Rider"), fu evidente che ben poco della sua musica si sarebbe sentito sopra le urla. Non c'era semplicemente tregua in mezzo al pandemonio.
Molte ragazze hanno tentato di farsi strada verso il palco e donare regali che andavano da orsacchiotti di peluche a scatole di caramelle di San Valentino, oltre ad afferrare una delle sciarpe che lui aveva lanciato tra il pubblico. Era quasi troppo da gestire per la polizia, che cercava invano di far mettere a sedere di nuovo tutti. Ma la folla si stava lentamente avvicinando al palco.
Nel frattempo, tra il pubblico, si minacciavano risse perché le ragazze si rifiutavano di smettere di stare in piedi sui loro posti e le persone venivano praticamente buttate giù dalle loro sedie. Lo scambio di biglietti e posti era incredibile. Tre ragazze, che erano state costrette a spostarsi, sostenevano invano di aver pagato $ 45 a posto (i biglietti più costosi erano $ 15) quel pomeriggio e ora non avevano un posto dove andare. Alcune persone erano state costrette a sedersi sulle ginocchia perché i loro posti erano misteriosamente scomparsi. Il trascinamento avanti e indietro combinato con il rumore era sufficiente a far tremare un uomo di dura tempra.
Ma sul palco Elvis amava ogni minuto. Continuava a sorridere come un folletto e ringraziava il pubblico per essere così caloroso e gentile.
Il numero in sé era un misto di vecchio e nuovo, se a qualcuno importava davvero. Tra le sue canzoni c'erano "I Got A Woman", "If You Love Me Let Me Know", "My Way", "For The Good Times", Jailhouse Rock", "It's Now Or Never", "All Shook Up", "Teddy Bear", "Polk Salad Annie", "Love Letters", "Hound Dog", "Unchained melody" e "Can't Help Falling In Love".
Ma molti che non furono presenti quando sono state cantate le ultime canzoni. Con disgusto assoluto, stanchi dei fastidi e dell'impossibilità di vedere o sentire l'uomo, molti sono stati visti andarsene prima. Erano venuti per vedere Elvis, ma tutto quello che hanno ottenuto è stato un diluvio di rumore.
E a cosa è valso tutto questo alla fine?
Queste migliaia di persone erano venute fino a ovest per vedere un cantante rock and roll di 42 anni, robusto e che si muove molto più lentamente di quanto non facesse ai suoi tempi d'oro. Era quasi impossibile sentire la voce che aveva fatto svenire gli adolescenti più di 20 anni fa, e le giravolte che un tempo erano proibite in televisione hanno lasciato il posto a mosse meno sensuali. E, fatta eccezione per i pochi che hanno deciso di andarsene prima, non c'era nessuno tra il pubblico che non lo avrebbe fatto di nuovo all'ultimo minuto.
Il Re è ancora molto vivo. Lunga vita al Re.